Banco frutta:

Banco frutta:

Oggi voglio provare a spiegarti un’altra difficoltà che provo nella vita quotidiana legata alla dislessia.

Spesso quando sono a fare la spesa compro frutta o verdura ed ecco allora che, dopo aver preso i guanti, il sacchetto, la frutta/verdura che voglio comprare devo leggere il numero da digitare poi sulla bilancia così che lei mi possa dare l’etichetta da appiccicare sul sacchetto e poi darlo alla/al cassiera/e una volta arrivata alla cassa.

Fin qui mi dirai, eh ma che c’è tanto strano?

Ecco il primo ostacolo lo incontro quando devo leggere il numero indicato sul cartellino, spesso è scritto piccolo, con un font non di facile lettura… Magari mezzo cancellato, scritto a mano o stampato ma piccolo…

Lo guardo, lo riguardo, lo memorizzo, è come se la mia testa fosse una macchina fotografica, scatto la foto, memorizzo il disegno dei numeri, ma non il numero (es. Dieci), possiamo dire che non lo nomino, non cerco un associazione, mi avvio poi verso la bilancia, nel tragitto devo continuare a ripetermi l’immagine. Una volta dopo essere arrivata alla bilancia, la immagino nuovamente, e la rappresento con la tastiera della bilancia, anche qui non leggo i numeri, cerco per associazione (il disegno uguale). Stampo e… Via, prossimo!

Tutto cambia se invece è ad esempio mamma a leggerlo, lei lo legge e mi dice il numero a parole es. “venti”, il tragitto che faccio tra aver preso il sacchetto e portarlo alla bilancia lo passo a ripetermi nella testa la parola che ho sentito e cercare di rappresentare il numero graficamente nella mia testa, questo passaggio assomiglia molto a quello che ti racconto quando faccio un operazione a mente, dopo averla ascoltata.

Mi riopeto più volte il suono della parola, la ripeto nella mia testa lentamente, tipo a rilentatore e da li compongo appunto il numero graficamente, poi lo continuo a ripetere in modo che lo tengo in memoria e lo rappresento sulla tastiera della bilancia, fatto!

Tutto questo fa sì che, aumenta la mia stanchezza, la fatica, la svogliatezza, la paura di dimenticare, di essere troppo lenta e fare una brutta figura, ecc…

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