IL RIENTRO A SCUOLA DOPO LE VACANZE ESTIVE…

IL RIENTRO A SCUOLA DOPO LE VACANZE ESTIVE…

A settembre le scuole riaprono, le vacanze finiscono e le vite frenetiche riprendono.

C’è chi è felice di tornare a scuola, chi indifferente e chi lo vive invece davvero male.

Nel box di Instagram ho raggruppato un po’ di risposte alla domanda “sei/eri felice di tornare a scuola?”, che riporterò qui sotto.

Risposta 1: sì, mi piaceva preparare i materiali per l’anno dopo

Concordo, anche a me piaceva molto comprare il nuovo astuccio, la cartella, il diario, gli oggetti di cancelleria, non vedevo l’ora di poterli usare.

Risposta 2: no, i compagni erano quasi tutti delle bestie

È vero anch’io non ho avuto la fortuna di trovare classi accoglienti, inclusive, anzi tanti erano i bulli, e chi non mi prendeva di mira mi ignorava completamente, sapere di tornare a vivere ogni giorno per un lungo periodo quelle esperienze non mi invogliava di certo!

Risposta 3: no, andare a scuola mi stressa a molto, verifiche… Interrogazioni…

È vero, anche per me tutto ciò era davvero stressante, frustrante, che richiedeva un sacco di energia fisica e psichica.

Risposta 4: no, ansia è la prima emozione che provo a questa domanda

Verissimo, l’ansia sia positiva che negativa, è anche per me sempre sotto braccio.

Risposta 5: no, volevo stare con mia mamma, fino alla fine delle elementari, avevo la “mammite”

Magari perché stavi bene con lei, eri più tranquilla!

Io anche stavo bene a casa, e mi piaceva stare in vacanza e passare le giornate con la mia famiglia.

Risposta 6: si, perché guardavo fuori dalla finestra l’iniziale dell’inverno

Belloo! Io per decisione mia non stavo mai vicino alla finestra, rischiavo di distrarmi troppo, ma bello!

E ora rispondo io…

Sì, ero felice di tornare a scuola, non che la vivessi bene, tra insegnanti e compagni e difficoltà era come un enorme montagna da scalare ma… A me le cose semplici non piacciono e.. Quindi a questa domanda rispondevo sempre “sì”.

Ero contenta di tornare a scuola a settembre, perché sapevo che per me stava iniziando un nuovo round di obiettivi, per me era la scuola una specie di gioco a livelli, si passava al livello successivo, ogni qual volta che veniva raggiunto l’obiettivo prestabilito. Per me ogni giorno era una sfida, e questo mi eletrizzava un sacco, e non vedevo l’ora di entrare in campo, pur sapendo che sarebbe stato un lavoro lungo, faticoso e difficile.

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