Le doppie:

Le doppie:

Le doppie, le mie acerrime nemiche.

Sopratutto da piccolina, la mia difficoltà era riuscire a capire dal suono se la parola che dovevo scrivere aveva delle doppie oppure no.

Spesso chi mi dettava la parola, mentre la pronunciava allungava la parte in cui era presente la doppia ma… a che scopo? Io non notavo differenza, per me che mi venisse detto “stellllllllla” o “stela” non aveva differenza, la parola era “stella”.

Quindi anche se poi, vedendo che lo scrivevo sbagliato, mi veniva detto “ma mi hai ascoltato bene?” e mi veniva riproposta la parola, sempre in quel modo la sentivo e quindi scrivevo in egual modo.

Non ascoltavo attentamente? No, ascoltavo, la mia attenzione era al massimo, ma… per me era uguale, si aggiungeva poi il fatto che, mentre la parola veniva pronunciata in modo specifico, veniva involontariamente storpiata dal normale e quindi mi causava un’altra difficoltà, mi aumentava i passaggi da dover fare, perché era più difficile pure discriminare quale fosse la parola stessa!

Un po’ come se, abituati a sentir parlare in inglese improvvisamente si sente pronunciare una parola in americano, cambia, suona diversamente e a volte sembra essere tutt’altra.

Come ho fatto allora a imparare e non fare più una marea di errori?

Ecco, forse chi mi segue da tanto già sa la risposta, qualcuno invece magari no.. Proverò qui sotto a riassumere la mia risposta in modo più chiaro possibile.

Quando nei temi, nelle verifiche, mi veniva segnalato dagli insegnanti l’errore con una riga, spessissimo non mi veniva scritta sopra la parola in modo corretto, dopo provo a spiegare qual’è per me la differenza, perché può sembrare scontato ma non lo è, perché appunto mancavo una doppia.

Mi coppiavo allora la parola su un foglio e poi a casa chiedevo ai miei genitori “come si scrive?” , una volta capito lo scrivevo su un foglio e evidenziavo le doppie, una letterina di un colore e una di un’altra, perché per me senò era difficile discriminarle, capire che erano 2 lettere uguali e non una sola, perché quando guardo l’intera parola è come se si fondessero insieme. Così:

Da qui in poi, tutte le volte che incontravo quella parolina evidenziavo, con quei determinati colori (in questo caso rosso + blu) le doppie (in questo caso le due TT) in modo tale che piano piano, grazie alla mia memoria fotografica, tutto ciò entrava nella mia memoria, e diventava un automatismo.

DETTARE = 2 T.

Solamente quando, ero sicura di aver consolidato bene come scrivere in modo corretto la parola, la scrivevo all’interno del quaderno della memoria, un quaderno che avevo deciso di dedicare a questo.

Era dove annotavo tutte le parole che imparavo a scrivere in modo corretto e come per magia, da li in poi dovevano restare nella mia testa, ma in caso contrario o di dubbio, potevo sempre andare a fare un consulto.

Attenzione: All’interno del quaderno scrivevo la parola con gli stessi colori utilizzati durante la fase di memorizzazione!

Dopo di che, non importava più usare i colori, mi bastava pensarli nella testa, nella mia testa ogni parolina appresa ha ancora quei colori, ma quando la scrivo, la scrivo in nero o blu, senza dover fare la distinzione.

Torniamo ora un attimo a quando, dicevo che, gli insegnanti mi segnalavano l’errore solo con una riga sotto la parola sbagliata, ecco.. si okay mi avete segnalato che ho scritto male la parola ma… Dove ho sbagliato? Anche se rileggo la parola, posso non accorgermi di averla sbagliata, perché nella mia testa probabilmente la leggo in modo corretto, quindi dov’è questo errore?

Succedevano altre volte invece che mi scrivevano sopra la parola in modo corretto?

Sì, beh, la maggior parte della volte era scritto in corsivo, un corsivo frettoloso quindi difficile da leggere, molte volte impossibile, e poi, se non si evidenzia la parte sbagliata, anche se io faccio il confronto tra le due, come per la spiegazione sopra, le leggo uguali, leggo giusta anche la mia, perché nella moa testa è giusta, quindi, se per me sono scritte uguali, come faccio a capire che proprio lì ho mancato la doppia?

Okay, un attimo, lo so che ora tutti gli insegnanti mi diranno si ma Vale, allora cosa dobbiamo fare?

Una cosa che vi propongo io è di scrivere sì sopra l’errore la parolina corretta ma, in stampatello o in corsivo leggibile (il così detto “ad alta leggibilità”) in modo tale che l’alunno/a possa leggere cosa state scrivendo, e colorare la parte di parola che è stata sbagliata, di un colore e in altri sulla parola corretta.

Così:

Ecco che allora l’alunno/a capirà dove ha sbagliato e lo/a aiutate a capire e memorizzare.

Serve scrivere migliaia di volte la stessa parola in modo corretto perché così viene memorizzata? No!

Si impara a furia di usarla e di vederla nel modo corretto, non per sfinimento!

Attenzione: No, non è la stessa cosa!

Da grande ho poi aggiunto la strategia per autocorreggermi e controllare se ho fatto bene, suddividendo la parola con le bolle, quella sorta di divisione sillabica che faccio per leggere le parole, ma non è la classica divisione!

es.

GATTO

divisione sillabica classica: GAT-TO

divisione con le bolle: GA-T-TO

Perchè la faccio così? Perchè devo dividere le letterine secondo il modo in cui le vedo, dividendo quelle che sono per me altamente confondibili e quelle che faccio fatica a discriminare velocemente dalle altre in modo da facilitarmi la lettura.

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