COSA PENSO DELLE PROVE INVALSI?

COSA PENSO DELLE PROVE INVALSI?

Cosa penso io degli invalsi? Beh, ecco… penso che fatti così tanto vale non farli…

Una di quelle cose che, come si suol dire o le fai bene o meglio non farle e siccome bene non sono fatti tanto vale evitare…

Perchè?

Parlo da ex alunna DSA, e posso dire che erano per me una tortura, fonte d’ansia, sensazione di incapacità, inadeguatezza, frustrazione, bassa autostima (più bassa del solito) e tante altre emozioni e sensazioni negative.

Ma una cosa positiva la ho da dire? Strano a dirsi visto che sono sempre quella che vede il positivo anche dove non c’è, ma questa volta no…

In tutti gli anni di invalsi (e ne ho fatti tanti) ho sempre avuto difficoltà nel leggere i testi proposti, perché il font non era mai ad alta leggibilità, le lettere erano sempre molto attaccate tra loro, li spazi tra parole e righe erano pochissimi e per me era davvero difficile non confondermi. I testi erano sempre lunghissimi, e dovendo leggere lo stesso testo più volte, generalmente 2-3.

La prima lettura era quella più difficile, quella dove le lettere danzavano più di tutte le altre volte, invertendosi tra loro, scambiandosi, travestendosi, le righe diventavano le onde del mare, confondendosi e sovrapponendosi l’una con l’altra. Era una lettura meccanica, molto molto lenta e incerta, non capivo assolutamente nulla di quello che leggevo, ma mi serviva per le letture dopo.

La seconda lettura era leggermente più scorrevole rispetto alla prima perché più controllata, le lettere e le righe iniziavano a confondersi di meno, quindi leggevo leggermente più veloce.

La terza lettura era scorrevole, e qui mi concentravo a capire cosa stavo leggendo, perché finalmente potevo iniziare a capire.

Risultato? Beh tantissima stanchezza, se i testi fossero stati un po’ meno lunghi, ad alta leggibilità probabilmente sarebbero andati molto meglio.

Per non parlare poi di tutte le volte che perdevo il filo, perché come un cagnolino quando sente il rumore di un sacchettino pensa “oh un rumore, snack?” io ogni rumore, suono, cambio di luce mi distraggo e quindi dovevo ricominciare, riportare l’attenzione lì, e non era facile.

Mettiamo anche l’ansia del tempo, perché sai di avere poco tempo, meno di quello che in realtà ti serve e quindi cerchi di fare veloce ma… Più veloce non riesci…

Avrei avuto bisogno di un foglio, per aiutarmi a ricordare cosa leggevo, per creare la mia mappa mentale, che mi aiutasse a orientare i pensieri e informazioni che stavo registrando, ma questo non era possibile.

Perchè non mi veniva letto? Eh.. Ogni volta giorni prima mi veniva chiesto se avessi bisogno di qualcuno che leggeva per me, che fosse una persona fisica (un’insegnante) o una sintesi vocale, e seppur non sia una cosa che amo, perché mi richiede grande sforzo l’esercizio di ascolto dicevo di si, perché sapevo che in parte mi avrebbe aiutato ma… Poi ogni volta che arrivavano gli invalsi non c’era nessuno a leggere per me, la risposta era sempre “non ci siamo organizzati”, “non abbiamo sintesi vocale”, “ora nessun insegnante può leggere per te”, “devi leggere da sola”, “devi fare da sola”, “ma si Vale, tanto non c’è voto leggi da sola”… Okay ma.. Perchè non vi siete organizzati, perché avete la scusa del tanto non c’è voto io devo fare una fatica immonda, stare male perché non vi siete preoccupati di me, delle mie difficoltà.

Che poi, di 20 alunni in classe, sai che ci sono alcuni con difficoltà, segnalate, perché non preoccuparsene? Penso che sia menefreghismo, un po’ come se passeggiando per strada si vede un’anziana che cade, guardarla e tirare dritto senza aiutarla… Non si fa!

Poi, c’è anche da dire che, chi prepara le prove invalsi non pensa a noi, potrebbero tranquillamente usare un font ad alta leggibilità, che non sarebbe un problema darlo a tutta la classe, perché, gli altri si adattano, magari sono anche loro più comodi e intanto è un modo di includerci.

Si parla sempre di inclusione, della scuola che deve diventare ed essere inclusiva, ma… tante belle parole che però poi nella pratica?

Lo stesso MIUR continua a lanciare proposte educative, richieste per includere ma poi è il primo a non includerci…

Bene, torniamo agli invalsi, finito di leggere per l’ennesima volta il testo arrivano le domande, a risposta multipla, le famose domande a crocette e… Sono quelle che a me mandano in totale crisi, per me sono sempre o tutte giuste o tutte sbagliate, non sono in grado di discriminare quale è corretta e quale è sbagliata.

Non perché non capisco la domanda, se mi venisse fatta e potrei rispondere a parole risponderei correttamente. Penso perché la mia mente funziona in un determinato modo, con giri contorti, e le domande a crocette sono limitanti, ti chiedono di fare un determinato pensiero, pensiero che io da DSA non faccio.. Non so fare..

Quindi, altra ansia, altra frustrazione, altra sensazione di inadeguatezza, incapacità, sparo tutto a caso? No, voglio fare bene.. Si ma come?

E il tempo intanto passa… La stanchezza aumenta, sono ancora ferma alla prima domanda, la leggo, la rileggo, so la risposta ma nelle opzioni trovo che tutte sono sbagliate o tutte giuste..

La parte della grammatica? Eh.. Tante domande sull’ortografica,

”come si scrive”… Ma.. Se sono disortografica e quella parola la sbaglio 365 giorni all’anno, come possono pensare che negli invalsi io la scriva corretta?

E’ come se con un evidenziatore evidenziano le mie difficoltà e mettono un insegna luminosa, con le frecce in piazza sopra la mia testa.

La parte di matematica/geometria… Non si possono usare formulari, che tra l’altro impossibili da preparare prima perché gli argomenti sono talmente ampli che non si può sapere cosa ti verrà chiesto.. Domande a ragionamento, che chi come me, discalculico fa davvero fatica a capire, avrebbe bisogno di una guida, di qualcuno che lo aiuta a indirizzare nella strada giusta i suoi pensieri, ragionamenti, di confrontarsi con qualcuno, un’insegnante, ma.. Questo non è possibile. Eppure.. Ieri lo potevo fare… Domani lo potrò fare.. Perchè oggi no?

Se tutti i giorni, viene ripetuto fino allo sfinimento che abbiamo diritto ad usare gli strumenti compensativi, mappe, schemi, formulari, alle misure dispensative, perché negli invalsi, come per i test d’ammissione all’università no?

E’ come se pretendessero che si mettono i DSA in stand by, con un telecomando speciale, solo per un giorno smetti di essere DSA, ma questo non è possibile.. E’ così difficile da capire? Evidentemente sì…

Quindi, o li adattano, calibrano in base alle difficoltà degli alunni e direi in generale alle classi, perché la classe A può fare una cosa che la classe B non fa o la fa in modo diverso o così penso che non servono proprio a niente.. Non è funzionale!

Poi viene detto, gli studenti italiani sono molto indietro, okay veniamo messi nelle condizioni di poter espirmere veramente quello che sappiamo? No. Quindi, come si fa a dire?

Anche un cuoco con un forno che non funziona non può fare una torta al top…

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