Per un mondo più inclusivo:

Per un mondo più inclusivo:

Inclusione… Una parola che da qualche anno si sente sempre più spesso, le persone iniziano ad usarla sempre più spesso nel mondo della scuola, del lavoro ma anche della quotidianità. Ma.. Quanto conosciamo questa parola realmente! O meglio quanto riusciamo a dargli la giusta attenzione e il giusto spazio? Poco… Ancora troppo poco… C’è il concetto, ma come si suol dire dalla teoria alla pratica c’è un mare…

Qualche settimana fa ero alla fermata, ho notato subito un ragazzo non vedente (cieco, non capirò mai la terminologia corretta quindi correggetemi nei commenti che lo correggo) con il suo bastone guida. Chiede alle persone vicino a lui il numero del bus, non tutti i bus da noi sono dotati di autoparlante, c’è chi si sposta, chi lo ignora, chi sale senza dargli risposta. Osservo, prendo coraggio e mi avvicino io,
“ciao, quale bus devi prendere?” lui sorpreso mi dice il numero, “anch’io devo prendere quel numero, se vuoi ti posso dire quando arriva” lui super felice e incredulo mi ringrazia. Arrivato il bus saliamo, lo perdo di vista. Dopo un po’ sento qualcuno che dice “mi potete dire a che fermata siamo?”, capisco subito che é lui, osservo di nuovo da dove sono se qualcuno lo aiuta. Di nuovo viene ignorato, mi avvicino io, gli dico la fermata e chiedo dove deve scendere, gli chiedo se gli può fare piacere che gli dico alla fermata prima che la prossima sarà la sua o se gli basta sapere dove siamo in quel momento, ho notato che conta s bassa voce le fermate, e super contento mi dice “dimmi pure la fermata prima dove scendere così sono sicuro di non sbagliare”. Inutile dire quanto era felice che qualcuno si fosse accorto di lui e l’avesse aiutato, così come gli occhi increduli delle persone intorno, come se stessi facendo una cosa aliena o peggio, sbagliata.

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