Ristorante e DSA – pt. 2:

Ristorante e DSA – pt. 2:

Oggi voglio ritrattare e approfondire un argomento che avevo trattato mesi fa, ovvero, dislessici al ristorante e nello specifico di dislessia e menù.

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Bene, iniziamo!

Spesso al ristorante troviamo menù scritti in corsivo o font simili, caratteri piccoli, sottili, con lettere molto appiccicate tra loro, poco spazio tra le righe… Tutto ciò per carità è molto elegante, raffinato, carino esteticamente, non lo metto in dubbio ma…. Per qualcuno, la maggior parte, di noi è un ostacolo o come dico io per scherzare è “anti dislessico”.

Diventa davvero difficile, stancante e frustrante leggerlo, le lettere danzano sul foglio facendo un vortice, saltano da una riga all’altra, per leggere una parola fai una fatica immensa. Mettiamo anche che come succede spesso c’è molto rumore di sottofondo, luci, canzoni, brusi, voci, rumori di piatti e anche movimenti, gente che va e viene, bambini che fanno cadere le posate, cani che si muovono sotto i tavoli, camerieri che corrono avanti indietro, tutto ciò può essere fonte di distrazione, ed ecco allofda che oltre fare una fatica immensa a leggere questo maledetto menu ci si mette anche l’attenzione e la comprensione.

Leggi certo, con tanta fatica ma leggi ma non capisci allora cosa stai leggendo, leggi a vuoto.

Aggiungiamo poi che c’è anche l’ansia che arrivi la cameriera a chiederti cosa hai scelto ma tu sei ancora alla prima pagina che cerci di fermare la danza delle lettere, fermare il vortice, concentrarti sul foglio e quello che stai decodificando e non su quello che ruota tutto intorno, cerchi di leggere più veloce ma… Il risultato? Fai più errori, ti stanchi ancora di più e ovviamente comprendi e memorizzo quanto stai leggendo ancora meno.

Da piccola e posso dire fino a pochi anni fa chiedevo sempre ai miei genitori o chi era con me di leggermi il menù, proprio per questi motivi. Inizialmente facevamo che me lo leggevano tutto, ma poi abbiamo capito che non era una buona soluzione perché la mia memoria a breve termine aggiunta al fattore dell’attenzione e della concentrazione era come segnare un goal a vuoto. Ascoltavo, ma 2 piatti dopo mi dimenticavo cosa avevo ascoltato prima….

Siamo allora passati a fare una selezione, primi piatti? Secondi piatti? Pizza? E dopo aver deciso la categoria ascoltavo le varie proposte.

Spesso se andavamo fuori a mangiare con parenti o amici mi sentivo dire “ma non sei grande abbastanza per leggetelo?” e io avrei tanto voluto rispondere “se ci riuscissi….” sopratutto in quei locali dove il menu era scritto in corsivo a mano…. Inizialmente rispondevo, spiegando la difficoltà, lo facevo già da piccolina, anche prima della diagnosi, dicevo “non riesco”, sembrava che capissero ma poi… Di nuovo “non pensi che sei grande abbastanza per leggetelo da sola?” oppure “pensi di farti leggere il menu per tutta la vita?”.

Queste frasi non erano perché gli dava fastidio il fatto che me lo leggessero era lol principio, il fatto che magari a 17 anni chiedessi ancora di leggermi il menù. Mi limitavo a ignorare.

Tutto cambiava e cambia, se il menu invece è ad alta leggibilità, scrittura un po’ più grande, spazio tra le righe e le lettera, nero un pochino più intenso anziché grigio, carattere come Verdana, Ariel o altri simili, minuscolo o maiuscolo. In questo caso certo il menu me lo leggo da sola, ci metto magari un pochino ma non molto di più degli altri, è per me più facile e confortante, riesco a leggere e capisco cosa leggo!

Cambia anche se nel menu ci sono le foto dei piatti, li guardo e seleziono cosa voglio mangiare solo dalle immagini, sono per me una via ancora più accessibile, veloce, chiara e immediata.

Per non parlare poi dei menu digitali, quelli sui tablet, è ancora raro trovarli, sopratutto in Italia ma mi piacciono un sacco perché puoi selezionare tu la grandezza e il font che desideri, se schiacci poi sulle parole compaiono le foto o le immagini stilizzate di piatti ed ingredienti.

A tal proposito ti racconto che l’altro giorno sono stata con la mia famiglia in un nuovo ristorante e qui c’era sia il menù cartaceo scritto con font ad alta leggibilità, che un codice QR da scanerizzare, li poi avevi il menù in digitale, lo potevi ascoltare (c’era una sorta di sintesi vocale), vicino agli ingredienti c’erano delle immagini stilizzate tipo emoij che ti facessero capire gli ingredienti utilizzati, le foto dei piatti e il tutto anche questo ad alta leggibilità. Lo ho trovato molto utile ed è stata una si quelle poche volte in cui mi sono letta da sola il menu, in assoluta tranquillità, finendo prima che arrivasse la cameriera. E questo vale anche per mio fratello, che anche lui DZA, con maggiori difficoltà rispetto a me, di solito chiede sempre che gli venga letto il menu e invece sta volta ha fatto tutto da solo.

Puoi immaginare la nostra gioia e quanto questo possa fare bene per noi e la nostra autostima!

Chiaro perché dico che la dislessia non è solo a scuola?

In questi momenti noi non ci sentiamo diversi, non ci sentiamo alieni, non ci sentiamo esclusi o limitati ma parte della società perché spero e chiedo un mondo inclusivo e che venga adattato anche per noi?

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