Dislessia e test d’ingresso

Dislessia e test d’ingresso

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Oggi vorrei continuare a parlarti di dislessia e test d’ingresso. In che modo?In questi giorni nei direct e nelle storie tramite box ho chiesto di raccontarmi le vostre esperienze, per confrontarle con la mia.Cercherò di riassumere il tutto qui sotto.Tutti abbiamo avuto quel tempo in più previsto, l’uso della calcolatrice, qualcuno qualcosa in più, ma la maggior parte si ferma qui.C’è chi una volta presentata iscrizione ha subito avuto la possibilità di parlare con chi si occupa di questo, chi solo una settimana prima dall’esame.Quindi possiamo dire che il team addetto a questo funziona, almeno per le uni di cui abbiamo parlato ma… Qui sorge il problema, il punto di riflessione.Fin dal momento in cui ci viene data la diagnosi ci viene ripetuto come un mantra, che dobbiamo imparare a usare gli strumenti compensativi, come mappe e schemi, che dobbiamo farci valere nel caso in cui qualcuno non vuole rispettare questo diritto perché sostiene che “copiamo” o “eh ma è troppo facile”… Ed è verissimo per carità, ma… Se lo facciamo sempre abbiamo appreso l’importanza, perché poi al test d’ingresso non abbiamo diritto a nessun tipo di formulario, schema o mappa? Cosa ha di diverso dalle altre verifiche o esami?Siamo dispensati dallo studio mnemonico, abbiamo diritto a svolgere prove in più giorni, a dividere gli argomenti in più parti se ci troviamo in difficoltà, ma tutti questo non vale per il test d’ingresso….Non lo trovo giusto è come se già in partenza ci venisse detto “qui non accettiamo i dislessici” eppure però si fa la bella faccia con “c’è il team addetto, avete tempo in pi e calcolatrice (sai che roba…)”. Un po’ come dire ad un disabile davanti a una rampa di scale, ma sai c’è ben la porta per te, a diversi km più in là e nascosta.Parliamo sempre di inclusione, ma penso che in questo caso, come per altri bisogna lavorare ancora molto. Ringrazio chi mi ha mandato un suo feedback💕

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